domenica 31 luglio 2011

mercoledì 20 luglio 2011

lunedì 11 luglio 2011

mercoledì 6 luglio 2011

CAL LOOK ITALIANI #11

Eleven episode
GIOVANNI'S 66 sunroof


 Premessa: Prima di iniziare il racconto di questa incredibile vettura, ci tengo a dirvi che il protagonista di questa storia è IL Giovanni, sì avete letto bene IL...dalle mie parti si usa, sbagliando, l'articolo davanti ai nomi propri!
Ciò detto, possiamo iniziare...

Il Giovanni è un tipo scrupoloso e preciso, talmente preciso e scrupoloso nel lavoro da far schifo!
Quando si mette in testa di fare una cosa, meglio sarebbe dire una vettura, state pur certi che questa risulterà impeccabile!
Certo l'ho dovuto indirizzare verso la giusta via per alcuni particolari e donargli alcuni ricambi della mia preziosa collezione custom, ma tutto il lavoro che avete sotto gli occhi è frutto delle sue due preziosissime ed ineguagliabili mani d'oro!
Questo incredibile California look, anzi, chiamiamolo col suo vero nome, visto che qui siamo andati alle radici del movimento...questo incredibile ORANGE COUNTY LOOK che avete sotto gli occhi è quello che si dice un lavoro home made, visto che a parte la verniciatura della scocca e la confezione dei sedili e dei pannelli, tutto il lavoro è stato effettuato nel garage di famiglia.
La storia ha inizio nell'estate del 2009 quando gironzolando per l'appennino emiliano il Giovanni si imbatte in un maggiolino del 1966 col tettuccio apribile; le condizioni sono tutt'altro che rassicuranti, ma visto che viene via per un tozzo di pane, il nostro Giova decide di portarselo a casa.
Solo lì, smontandolo completamente, si renderà conto che la strada da percorrere per realizzare il custom dei suoi sogni, sarà lunga e molto molto faticosa!
Vi basti sapere che i due fondi del telaio, i due longheroni, la parte bassa dei fianchetti posteriori, la parte bassa dei montanti delle porte, il musetto ed il culetto dovranno essere rimpiazzati con parti nuove!
Anche il tetto, ragnato non si sa perché, ha dovuto essere raddrizzato a suon di martellate ben assestate!
Le certezze all'inizio del restauro erano solo due: realizzare un Orange County look Puro ed il colore dello stesso, il Viper Green che ricopriva alcune delle più cattive giumente di Stoccarda!
Visto che già vi ho detto della carrozzeria, che ha dovuto essere rifatta praticamente di sana pianta, andiamo in controtendenza rispetto al solito ed iniziamo a parlare del cuore della vettura, il motore!
Il Giovanni sulle prime si voleva accontentare di un “semplice” 1600 cc con kit svelto...
Ed è qui che è iniziata la mia prima opera di convincimento...devi fare un 1700 cc, devi fare un 1700 cc, devi fare un 1700 cc...badate bene ho detto 1700 e non 1776!
Millesette come si faceva nei bei tempi andati...con i pistoni da 88 mm!
Il Giova ci pensa e ci ripensa e poi si convince! Ottimo, si parte!
Porta così a barenare ed alesare un raro carter AS 21, non certo un carter qualunque, per poterci montare il famoso kit millesette della Mahle (1678 cc per essere precisi).
Per fare un ottimo piatto ci vuole un'ottima ricetta e le ottime ricette si trovano solo su alcuni vecchi libri di cucina.
I nostri libri di cucina non sono altro che le preziosissime e conservatissime copie di hot VW's degli ormai lontani anni 70, custodite gelosamente incellophanate una ad una nella libreria di casa!
I carburatori? IDA? Nemmeno per sogno, una volta non venivano montati così facilmente come invece si fa oggigiorno...ormai sono talmente inflazionati che vengono montati sotto a qualunque motore preparato...e poi per andare veloce servono ben altre lavorazioni...lavorazioni nascoste e non visibili, certamente non alla portata di tutti i “meccanici” e certamente non divulgabili sulla rete!!!
Ed è così che sopra alle due teste CB Performance 044, con valvole da 35,5 e 40, e con coperchi EMPI, spuntano due sani Weber IDF da 40! Con tanto di filtri 70's, manco a dirlo, N.O.S.!
E per comandare i carbs? Niente di meno che un minimalista leveraggio in alluminio di derivazione typ3! Discreto e per questo bellissimo!
L'albero motore rimane quello originale, “semplicemente” lucidato e bilanciato, stesso trattamento riservato anche alle bielle.
Il volano da 200 mm con relativa frizione è anch'esso alleggerito ed ovviamente bilanciato.
L'albero a cammes è un super collaudato Engle W 110, con le fasature per avere la coppia bella in basso come piace a noi!
Una pompa olio full flow della CB performance ed una coppa olio supplementare anch'essa in arrivo dagli anni 70 sono quello che ci vuole per tenere lubrificato il mostro.
Il rapporto di compressione si ferma a 8,8:1, ma vi posso assicurare che mettersi al volante del Viper mette i brividi!!!
E cosa c'è di meglio, per evitare inutili contorsioni all'atto di riempire d'olio il buon millesette, di una vecchia ed originale breather box proveniente dalla cugina 356?
La distribuzione della corrente alle candele è affidata all'insostituibile spinterogeno Bosch 010, che questa volta sfoggia una bella calotta color “merda de pola”...troppo seventies!!!
I lamierati del motore li facciamo neri? Cosa? Stai scherzando vero Giova?
Qui ci vuole una bella vernice martellata! E così, dopo svariate ricerche ecco quello che cercavamo!
Una vecchia tolla di antracite martellato dimenticata nello scantinato del più dimenticato dei colorifici di Parma! Ma non per questo il prezzo si è rivelato a buon mercato...
Ah e la marmitta?!? Eccola qua Giova, è l'Ansa che nessuno si filava al primo EBI ricordi?! La prendemmo, completa del suo bravo quattro in uno per poche decine di euro!
Ok, motore completato, ritorniamo alla carrozzeria.
Abbiamo già detto che tutta la lattonatura di telaio e scocca è stata fatta nel garage di famiglia, ed a scriverlo sembra una sciocchezza ma bisogna provare per rendersi veramente conto delle ore e della fatica che si fa per fare un lavoro coi fiocchi.
Il telaio si è fermato in garage per essere verniciato da Luciano, il papà del Giovanni, mentre la scocca, appoggiata nel cassone del camioncino 67 di famiglia, a preso la via della carrozzeria dei fratelli Mora che hanno steso in maniera perfetta la famosa vernice viper green! Grazie ragazzi!
Rimontata tutta la meccanica sul telaio, dall'avantreno con kit sway a way, al cambio al motore, rimane la parte più gustosa del fare un custom!
La customizzazione vera e propria!
ESTERNO.
Si era partiti con l'idea di montare dei cerchi 356 verniciati in un certo qual modo, ma più pensavo a tale soluzione, più mi immaginavo la vettura finita e meno tale idea mi piaceva!
Giova ci vogliono i cerchi in lega!
Il Giovanni anche questa volta piano piano si lascia convincere...finché un giorno mi chiama e mi dice...Ho comprato i cerchi in lega!!! In U.S.A. arriveranno tra qualche settimana!
E che cerchi ragazzi...quattro originalissimi e grezzissimi CAL PARTS!
Spettacolo! Bisognerà lucidare il canale e verniciare le razze con quel verde che avrebbe dovuto ricoprire anche i cerchi della 356...solo così saranno unici!
Con questi cerchi ci vogliono delle gomme radiali, che si sa, appartengono al California look indiscutibilmente...altro che tessili, quelle van bene per i pre cal e per le macchine stock...
Per chi vuole menare la danza ci vogliono radiali di prima qualità, ma non certo di primo prezzo, quelle che all'epoca montavano supercar quali Ferrari e Lamborghini!
Ed ecco quindi due Michelin XWX 185 VR 15 al posteriore, trovate da un ragazzo qui vicino a casa mia, accoppiate ad altre due francesine XZX 145 sr15 all'anteriore pescate questa volta in rete!
Lo specchio a pallottola è un altro pezzo N.O.S. che ho donato alla causa molto ma molto volentieri!
Esternamente con questo colore e con questi cerchi, direi che non si rischia certo di passare inosservati!
Ci vuole, però,un ultimo tocco seventies!
No non sono le frecce lucas, quelle sono fin scontate.
Sono le t-bars. Beh che c'è di strano ce le hanno tutti direte.
Si certo ma queste non sono t-bars normali, sono in alluminio ok, e fin qui nulla di particolare...ma guardatele meglio...sono esagonali, come quelle che uscivano dalla FAT performance quaranta anni fa!
Per un mezzo con tali caratteristiche era d'obbligo il vetro della portiera in un pezzo unico...e così è stato!
INTERNO.
Si era deciso da subito che l'interno dell'abitacolo e dei cofani sarebbe stato nero opaco, un omaggio dovuto ai gasser dell'epoca, a cui il California look si è sempre ispirato.
Interno nero, quindi anche cielo nero e moquette, come in origine, antracite.
Il cruscotto è essenziale, se guardate bene vedrete che oltre all'eliminazione della bocchetta di areazione centrale, anche le due laterali sono state tolte di mezzo!
Essenziale certo...è tutto liscio e nero, ma con degli strumenti che ti fanno godere ogni volta che li guardi da quanto sono belli!
Una batteria completa di STEWART WARNER GREEN LINE, costata nottate insonni su ebay e un sacco di euro in meno nel portafogli!
Oltre agli strumenti, anche le spie e la luce di cortesia di fianco al posacenere sono di produzione SW!
Gli interruttori a levetta in metallo sono invece di produzione nostrana.
Per manovrare il bolide ci si aggrappa ad un sempreverde volante Grant con razze cromate e corona in vinile nero.
Mentre per innestare le marce, una dietro l'altra, sui lungomare della riviera romagnola tanto cara al nostro amico Peppino Rattuso, si impugna una leva cambio home made che vuole rendere omaggio alla famosa ed inavvicinabile, economicamente parlando, DDS safe tee. Bella vero!?!
Ma veniamo all'ultimo particolare, quello che secondo me insieme agli strumenti, è la parte più bella di questo custom...i sedili.
Il Giovanni, si sarebbe fermato a dei semplici sedili a conchetta in vinile nero, con fat biscuit anch'essi in vinile nero ma traforato.
E no mio caro, visto quello che è stato fatto finora bisogna andare oltre! Non ti puoi fermare su quest'ultimo particolare tutt'altro che trascurabile!
Qui ci vuole il velluto, quel caro e bel vellutone dei calzoni che i nostri nonni amavano tanto indossare!
Il buon Ivano, il tappezziere, conosciuto ai più come il mago del divano, ha dato il meglio di sé confezionando dei pannelli e dei sedili con dei fat biscquit talmente gonfi e soffici che ti fan venire voglia di morderli!
E poi cazzo, guardatelo sto velluto, è o no la fine del mondo?!
E cosa vogliamo dire del “battitacco” in moquette sui pannelli anteriori? Nulla, se non grazie Ivano!

Grazie anche al mitico Sandro, il fabbro della Piazza, per gli innumerevoli ed oscuri lavoretti senza i quali non sarebbe stato possibile completare questa macchina.
E grazie al mio amicone GIOVANNI per avere realizzato questa vettura custom che più custom non si può! Questo ORANGE COUNTY LOOK che nemmeno loro si sarebbero sognati di realizzare!
Grazie davvero per non avermi mandato affanculo ogni qualvolta ti dicevo come la pensavo e grazie perché alla fine molte delle mie idee le ho viste realizzate col tuo lavoro sulla tua macchina!
Un'ultima cosa Giova...quando partiamo per Orange County?


Carlo Comi