venerdì 24 dicembre 2010

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domenica 28 novembre 2010

domenica 21 novembre 2010

Consonno



giovedì 18 novembre 2010

martedì 16 novembre 2010

56000!


venerdì 12 novembre 2010

mercoledì 3 novembre 2010

CAL LOOK ITALIANI #10


Tenth episode
PABLO'S 73


California rod

Non lasciatevi ingannare dal cognome da libro “Cuore”: quando Pablo Christian Garrone, da Buenos Aires, mette le mani su di una macchina non si lascia certo andare a buonismi di Deamicisiana memoria, ed assume una grinta di pensiero ed azione tutta sua.
Basta guardarlo questo ragazzo alto e dall’accento spagnoleggiante, per capire.
Ha un giubbotto bianco immacolato, con gli sponsor, ed un cappellino da baseball, ma portato come lo portano gli hotrodders, con la visiera piegata e calcatissimo sulla fronte, quasi a coprire le sopracciglia.
Oggi lo si porta diversamente il cappellino, tutto storto e alzato sui capelli e, secondo me, non dona un’aria molto acuta...ma questa e’ un’altra storia, che ha a che vedere con tempi odierni, per molti versi molto piu’ tristi di quelli gloriosi a cui si ispira la macchina di Pablo, per tutti semplicemente “l’argentino”.
La passione per gli hotrod d’annata il buon Pablo ce l’ha avuta fin da ragazzino, ereditata dal padre, che lo portava in giro per rottamai fin dalla tenera eta’, tant'e’ vero che gia’ da ragazzo, in Argentina, si era realizzato una Ford Falcon customizzata ed un bel T-rod del ‘23 su base Ford. Piu’ in generale, pero’, la sua passione, come da copione per chi viene da spazi sconfinati, era ed e’ quella di correre sul dritto, in questa bella tradizione Americana del quarto di miglio, che ha radici consolidate nella tradizione del rodeo.
Naturale dunque che prima o poi inciampasse nelle vecchie Volkswagen, che sul dritto danno del filo da torcere a tutti, e che in Italia, paese dove si e’ trasferito ormai da anni, abbondano certamente piu’ delle ford “T”.
Innamoratosi delle Volkswagen osservando un maggiolino abbandonato, Pablo decide dunque di trovarne una messa bene, che possa essere base per un progetto che racchiuda il nuovo arrivo ed i ricordi di una vita, in un futuro di nuove avventure.
La scelta cade su di una berlina del 1973, di colore arancione e quindi di per se gia’ molto particolare. Da sempre interessato a pneumatici e cerchioni a stelle e strisce, il buon Pablo lascia per il momento il resto della vettura cosi’ come si trova e comincia, come gli Italiani dovrebbero imparare, a costruire un look da assetto, gomme e cerchi, che sono il punto davvero fondamentale. L’idea e’ quella di produrre un cal con qualche contaminazione da hotrod storicamente plausibile. La scelta cade sugli iperclassici e cromatissimi Cragar SS, che stanno agli Americani come la pizza agli Italiani.
Queste ruote, sobrie e grintose nel disegno, negli USA si trovano dappertutto da almeno 40 anni. Le sfoggiano le muscle car, gli hotrod appunto, eppoi i fuoristrada e forse anche qualche passeggino. Esistevano gia’ all’epoca dei veri cal, ed anche se non ne esiste testimonianza fotografica seventies, sono storicamente plausibili in quanto diffuse e disponibili all’epoca e non stridenti con il look d’insieme.
Costringerle a stare sotto i parafanghi originali e’ il solito lavoraccio: bisogna ridurre e non di poco le carreggiate di avantreno e retrotreno. Davanti servono ben sei centimetri in meno, rosicchiati con le unghie e con i denti tagliando qua e la’, e sono appena sufficienti benche’ i cerchi siano solo da 4,5 di larghezza . Dietro la situazione e’ addirittura drammatica, perche’ i Cragar da 6 pollici fanno sembrare il maggiolino quasi una monoposto a ruote scoperte. L’unica soluzione e’ un trapianto radicale di foderi e semiassi annata 1963, che ha il retrotreno stretto come un pastore tedesco da concorso.
Trovano posto in questo modo anche le totalizzanti gomme Goodyear “Speedway GT” misura F70-15, acquistate in Inghilterra e prodotte ben 40 anni prima. Eta’ portata bene e senza rughe, certo. Anche se dovessero essere un po’ secche sara’ tutto divertimento e intraversate...


Davanti, nel rispetto delle regole canoniche del cal e dei dragster, Pablo monta degli pneumatici molto piu’ stretti, dei Goodyear GrandPrix 145sr15: un’altro bel pezzo tardo 70.
Tale set di ruote e gomme va valorizzato con il giusto assetto: kit sway-a-way regolabile, perennemente puntato in avanti e barra di torsione su uretano ne sono i cardini. Vengono anche aggiunti senza lesinare degli ammortizzatori fatti su misura.
Nel piu’ puro spirito cal, Pablo elimina pure i paraurti. Mi sia concesso un paragone irriverente: automobilisticamente parlando il gesto da’ la stessa soddisfazione di sfilare il reggiseno ad una donna.
La macchina viene guidata e goduta per un annetto in questa configurazione, finche’ il proprietario non sente la necessita’ di andare oltre, lanciando il resto del progetto cal. Dopo essersi chiarito le idee Pablo si prende una settimana di vacanza, che passera’ dal carrozziere curando la sua creatura da se’. Innanzitutto la vettura viene smontata ai minimi termini e vengono eliminati i fori delle modanature, cosi’ come il tappo del serbatoio con sportellino, a vantaggio di un look piu’ pulito. In piena sintonia vintage, viene pure eliminato il deflettore delle portiere, a vantaggio di un kit “vetro unico”, meno funzionale ma esteticamente vincente. Anche il muso della vettura viene modificato invecchiandolo con bavetta e cofano pre ’68 con impostazione generale tipo annata 67 America, cioe’ con cofano lungo tipo sei volt e griglie clacson, ma con fari verticali. Anche il cofano posteriore viene sostituito con uno del 1964 dotato di fermo da corsa. La macchina viene poi spruzzata in colore aragosta che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un rosso corallo. Si vede che il destino di questa macchina era quello di restare in qualche modo ARANCIONE. Hanno deciso gli eventi. Che ci volete fare?
Pablo lavora 12 ore al giorno come un forsennato , Sabato e Domenica compresi, riuscendo a portare a termine il lavoro sulla carrozzeria nei tempi previsti. La macchina torna ora all’ovile...ehm...nel garage di Pablo...dove comincia il rimontaggio.
L’impianto elettrico viene rifatto ex-novo, ma questo non e’ un problema, perche’ Pablo, in Italia ha voluto fortemente trovare un lavoro connesso all’automobile e fa l’elettrauto. Vengono montati i paraurtini a “t” e delle guarnizioni dei vetri senza modanature. Il dechroming e’ talmente convinto da arrivare persino a ghiere faro e griglie clacson in tinta con la scocca. Le uniche concessioni al cromo rimangono le maniglie di porte e cofani ed il marchio VW davanti al parabrezza.
Un trattamento cosi’ radicale dell’esterno chiama urgentemente un interno consono: pulizia, buon gusto ed essenzialita’ sono la parola d’ordine. Dall’Italia arrivano i magnifici sedili Fusina da rally, montati molto bassi, eliminando la piramide originale di base e presto ricoperti con del tessuto tartan arancione e con le zone di usura in similpelle nera. I pannelli porta vengono a seguire.

Il cielo viene minimizzato ed il volante Grant prende il posto della “padella”originale. Un mozzo autocostruito rende piacevole la continuita’ con il piantone dello sterzo.
La moquette non puo’ essere che nera, e viene sovrastata da una stupenda leva Hurst di origine Chevy Camaro.
Viene inoltre montata una serie di strumenti Auto Meter di gusto moderno che servira’ a tenere sotto controllo il motorone che Pablo sta costuendo per il suo Maggiolino. Il progetto e’ di quelli da spalmare il battistrada per terra: e’ gia’ cominciata la raccolta dei pezzi per costruire un motore da paura che rasenti la soglia dei due litri: preparate le mutande di scorta nel cassettino portaguanti, signori.


Bisogna arrangiarsi, come si puo', perche’ “el argentino” e’ uno che i soldi se li suda, senza trovarli sulle piante. Infatti in cambio del ripristino elettrico di un maggiolino del 68 si procura un bel doppia aspirazione stock come base, senza spendere una lira. Anche i carburatori vengono prelevati da un’alfa rottamata al lavoro: il prezzo e’ lo stesso del motore. La marmitta t-bird e’ un must, e fa gia’ capolino sotto la coda arancione. C’e’ da scommettere che ci vorra’ poco a vederlo rombare davanti a qualche semaforo, in attesa di partire col fumello di gomme che avvolge la coda. Gia’ lo immaginiamo, con l’assetto di guida di JOHN MILNER in American Graffiti, seduto sul suo sedilino quasi appoggiato al pianale e la testa a livello del volante, con il braccio che sorge dal basso ad appoggiarsi sul bordo del finestrino. Immaginiamo anche lo sguardo “da sparo” che sfoderera’ ai malcapitati a sedici valvole che avranno la sfortuna di affiancarlo al semaforo. No, come dicevamo i buonismi da libro “Cuore” non fanno parte di questa storia, che ormai ho quasi finito di raccontarvi, tanto che siamo arrivati al bilancio finale: bel colore, e bella macchina quella di Pablo, un vero “MELTIN POT” shakerato con sapienza e buon gusto, che unisce con discrezione i canoni del cal e le ruote di un hotrod d’epoca, passando per una bella strumentazione moderna. Ecco inventato il “california rod”...

F. Giardini


sabato 16 ottobre 2010

mercoledì 13 ottobre 2010

53000!


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mercoledì 8 settembre 2010

martedì 7 settembre 2010

Hills Race #7






domenica 29 agosto 2010

A presto...

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venerdì 9 luglio 2010

49000 CAL!!!


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domenica 20 giugno 2010

giovedì 17 giugno 2010

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