lunedì 28 aprile 2008

CAL LOOK ITALIANI #6

Sixth episode
SIMONE'S 56 ragtop

C’e’ qualcosa di sbagliato in una macchina che arriva fresca dal 1956 al 2008 solamente con l’aiuto di una spruzzatina di vernice. Sbagliato e’ che nessuno se la sia mai goduta! Niente paura però, perchè c’e’ rimedio: basta viverla intensamente d’ora in avanti...e l’Ulcera, beh, lasciatemelo dire: quello si’ che e’ uno che si gode le macchine e la vita!


Quando Simone Marazzi da Bollate, per tutti “Ulcera” da tempo immemorabile, viene a sapere che un ovale tetto apribile del ’56 è in vendita vicino a casa sua, non ci pensa due volte a rapinarsi il conto in banca: quella macchina deve essere sua ad ogni costo. Le ragioni sono diverse… Tanto per incominciare è un ovale, e poi un tetto apribile, con targhe italiane. Il colore è un bel verde agave, perfetto per lo stile che il buon Simone ha in mente da tempo. Lo stile in questione è lontano, un po’ ingiallito forse, ma molto, molto fascinoso. Si tratta di una tendenza direttamente ispirata alla California di quei primissimi, irripetibili, anni ’70: un limbo motoristico spensierato che vive nel francobollo di tempo situato tra il beatnik e la crisi petrolifera. E’ il periodo delle poderose muscle car e dei maggiolini preparati per corrergli dietro sui viali di ORANGE COUNTY, tanto prepararati che, alla fine, a quelle stronze di macchine colla cilindrata da piroscafo, si finì per mettergli il muso davanti... Simone, però, non ha in mente il solito CAL LOOK, che sono in “tanti” a fare. Lui, che se avesse i baffi parrebbe il pilota del Go Bug, e’ uno a cui piace andare alla radice delle cose: insegue infatti quello stile che oggi si chiama “PRECAL” e sa che gli esempi da imitare sono l’ovale nero del grande Ron Fleming e le coeve, pionieristiche, Volkswagen di Orange County, quelle che vennero un attimo prima del CAL LOOK propriamente detto. Paraurti e cromature al loro posto, dunque, e una serie di benedettamente maledetti cerchi AMERICAN RACING Torque Thrust “D” che sono un pezzo di America almeno quanto i Marines e la torta di mele. Maledetti loro, perchè, nella loro bellezza sconvolgente e funky, sotto i parafanghi dell’ovale non ci vogliono proprio stare...e allora c'e' da fare un gran lavoro…di stringere e poi stringere ancora...coi pezzi presi un po’ qua e un po’ là, dalla produzione Volkswagen più recente e dalla CB performance, adattati con pazienza fino a che, guadagnando mezzo centimetro alla volta, si riescono a sterzare le ruote senza tirarsi dietro la carrozzeria. E’ stato un lavoro duro, che ha reso addirittura necessaria la modifica sul tornio dei cerchi anteriori e l’ulteriore “affettamento”di un avantreno comperato gia’ ristretto. Ora l’assetto e la “cerchioneria” sono perfetti per stile e funzionalità: 4,5 x15 davanti e addirittura 7x15 dietro. Avantreno ristretto e regolabile, assetto puntato in avanti, barre caricate dietro, per alzare la scocca da terra e fare luce sotto il passaruota, da riempire colla generosa spalla delle GOODYEAR POLYGLAS GT previste al retrotreno. Davanti sempre GOODYEAR e sempre vintage, 5.60x15, convenzionali, donate da un amico, quasi nuove, perche’ hanno vissuto 45 anni al buio. Freni? Dischi CB Performance su fuselli ribassati CB.




Questa macchina non è però un Resto Cal: serve ben altro! La preparazione infatti non si ferma qui: il fine di ogni CAL e’ andare forte. Serve prima di tutto il motore. L’Ulcera non bada a spese: progetta e realizza da solo (con il saltuario aiuto e il disturbo costante di amici vari ed eventuali) un bel 2332 esagerato. L’esperienza acquisita nel montaggio di alcuni motori lo consiglia nelle scelte: dentro un carter in alluminio (nuovo) vengono alloggiati l’albero e le bielle CB performance (albero 84mm), la camme spinta ENGLE fk87 con gli ingranaggi a denti dritti e i bicchierini SCAT 31mm. Vengono poi montati i pistoni “AA pistons” che spendono la loro vita avvicinandosi ed allontanandosi da due teste ULTRAMAG a cui il Simone ha cambiato i connotati col flessibile del trapano: valvole 42x37,5, e un porting bello consistente, seguito da consistente lucidatura. Il tutto e’ condito con castelletti SCAT 1,4:1 del tipo racing a slitta, con il registro del gioco spostato sull’asta.. Per lubrificare tutto questo macchinario serve qualcosa di serio: per esempio un bell’impianto full flow, alimentato da una pompa dell’olio maggiorata, prodotta dal grande GENE BERG. Completano il panorama vintage della lubrificazione una coppa dell’olio RACE TRIM e una partita nos di filtri FRAM HP1 grafica anni 70 che serviranno per i tagliandi dei prossimi dieci anni. Dato al motorone l’olio necessario per l’affidabilità dell’insieme, bisogna pensare alla benzina. Perché non affidarsi a due Weber 48 IDA come ai bei vecchi tempi? Riprodotti non bastano; ci vogliono originali, fabbricati tempo fa a Bologna e guarniti da un leveraggio BERG d’annata, costruito in California...come dire, se vuoi mangiare la pizza vai a Napoli, per le trenette al pesto meglio Genova!!! La benzina, comunque, dopo averla buttata dentro, bisogna trovare anche il sistema di incendiarla e allora ci vuole un bell’impianto d’alimentazione...vintage, manco a dirlo... Ecco allora arrivare l’irrinunciabile spinterogeno 010 BOSCH ad anticipo centrifugo e una bobina blu per alimentarlo. Per raffreddare i bollenti spiriti a regimi di rotazione grintosi, conviene saldare e bilanciare la ventola, per non doversi tirare fuori le palette dal colletto della camicia insieme ai brandelli del sedile posteriore ad ogni accelerata. Per questioni di look, inoltre, la ventola è racchiusa in un convogliatore customizzato tipo VW 181. Tutti i carterini motore sono verniciati, come ai vecchi tempi, in grigio scaffale martellato...che colpo!!!!! Ti saltano addosso gli anni di BARRY WHITE ad ogni apertura di cofano. La frizione KENNEDY stage 1 trasferisce i cavalli al cambio rinforzato, adattato alla scocca con il naso del cambio T2 e guarnito di semiassi da corsa. I suddetti cavalli, attraversano poi le ruote e si scaricano nervosamente sull’asfalto di Bollate, paese di emigranti, ricco di bulli tuning da punire nell’orgoglio in una bella sera d’estate.


E’ proprio bello, girare con questo ovale verde agave, colla capottina aperta, a godersi la vista dell’interno rosso un po’ vissuto, e dell’ugualmente vissuto cielino di fabbrica, entrambi conservati, ma ben lontani dall’essere sfatti. E’ un bel suono quello del 2332, rabbioso, cupo sotto, urlato sopra, rauco sempre. Esce da un silenziatorino piccino e arrotondato, che gli Americani chiamano CHERRY BOMB, in un nome riuscitissimo, che evoca in egual maniera l’estetica innocua ed il rombo da codice penale....la gente non usa più queste marmitte... le preferisce al contrario: silenziose nell’anima e barilose nell’estetica. Noi no. Noi amiamo questa marmitta SS HEADERS così com’e’: piccola, carina ed inutile. Non capiamo e forse non vogliamo capire le altre persone e le altre marmitte, senza acuti per politica... La passione vola ed aiuta a liberarsi del ragionamento: ti siedi nell’abitacolo e, se in quel momento l’accelerazione violenta non ti toglie i sentimenti, puoi anche apprezzare le cinture SIMPSON, gli strumenti SPEEDWELL, i battitacco EMPI. Altrimenti guardi solo davanti, cercando di spianare le nervature del telaio col piede del freno...che, ovviamente, essendo passeggero, non troverai... Eh sì, su questo ovale, la leggenda delle centomila lire imprendibili sul cruscotto della Delta integrale impallidisce. In fondo, Però...questa scommessa delle centomila, e’ meglio non tentarla per l’ennesima volta...perchè, con gli Euro, non sarebbe più la stessa cosa!!!!!


Filippo Giardini




sabato 26 aprile 2008

PIC NIC


mercoledì 23 aprile 2008

In California...

...una volta i cal si facevano così!!!!!



Semplici e per questo bellissimi!!!


venerdì 18 aprile 2008

domenica 13 aprile 2008

NOVARA











giovedì 3 aprile 2008

67 DASHBOARD

Final version!!!